Dalle perle naturali alle perle coltivate: segreti e curiosità

Rarissime e dal fascino unico, le perle naturali donano a chi le indossa una particolare luminosità e un’indiscussa classe.

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A differenza delle gemme, le perle naturali, sono di natura organica e nascono all’interno di un mollusco perlifero che, per difendersi dall’ingresso di un corpo estraneo, inizia a produrre sottili strati concentrici di nacre, meglio conosciute come madreperle, la stessa sostanza organica che costituisce la conchiglia.

Dopo qualche anno si potrà ammirare lo straordinario risultato: una meravigliosa perla naturale. Le perle naturali presenti oggi nel mercato sono davvero poche (circa l’1%) e sono scoperte casualmente dai pescatori di molluschi.

PERLE COLTIVATE

–       PERLE DEI MARI DEL SUD

Le perle South Sea o anche note come perle Australiane, sono le più grandi al mondo tra tutte le perle di coltura commercializzate.

Prodotte dall’ostrica Pinctada Maxima, un gigante mollusco che, grazie alle sue sorprendenti dimensioni, riesce a produrre perle davvero grandi, impiegano dai 20 ai 24 mesi per crescere.

Solamente una piccola percentuale di esse presenta forme rotonde, e questo fa delle perle Australiane perfettamente rotonde una rarità.

Le due varietà di Pinctada Maxima presenti in natura, quella a labbra argentate e quella a labbra dorate, si distinguono per la diversa colorazione del bordo interno alla conchiglia, fattore che determina poi il colore delle perle.

Queste conchiglie sono anche note come “Mother-of-pearl”, cioè madreperla.

–       PERLE TAHITI

Uniche per il loro colore scuro naturale, le perle di Tahiti sono anche note come le perle nere di Tahiti.

Le perle Tahiti sono coltivate soprattutto negli atolli della Polinesia francese, a tal punto che la loro produzione riveste un ruolo fondamentale nell’economia dell’arcipelago. Sono così chiamate perché nell’isola di Tahiti si trova il mercato in cui vengono commercializzate tutte le perle coltivate della Polinesia e delle isole vicine.

Come l’ostrica australiana, la Pinctada Margaritifera, mollusco che le fa nascere, si distingue per le ampie dimensioni, ma anche per la fragilità.

Il motivo del costo decisamente elevato delle perle nere Tahiti sta nel fatto che l’animale ha bisogno di vivere in un mare che mantenga costanti le sue condizioni (caratteristiche microbiologiche, temperatura, disponibilità di plancton), innalzandone il valore.

–       PERLE D’ACQUA DOLCE

Anche i molluschi che vivono in fiumi e laghi possono produrre perle. La Cina ha raccolto perle di acqua dolce fin dal XIII° secolo, divenendo oggi l’indiscusso leader mondiale della produzione di perle di acqua dolce.

Le perle d’acqua dolce sono perle coltivate prive di nucleo, ovvero costituite quasi interamente da strati di madreperla: questa composizione le rende molto resistenti e simili alle perle naturali.

Le perle freshwater, dalle dimensioni medio-piccole, mostrano spesso forme irregolari, colorazioni fantasiose e lucentezza contenuta. Oggi la varietà di perle d’acqua dolce è illimitata per colori, forme e dimensioni.

Oltre al bianco tradizionale, queste perle sono disponibili in un arcobaleno di colori pastello come lavanda, rosa, salmone, viola e argento. La forma più comune è quella irregolare, oltre a quelle più definite, quali barocche, ovali, a bottone, a goccia o a chicco di riso, e le dimensioni variano dai 2mm ai 15mm.

–       CURA DELLE PERLE

Assai delicate, le perle vanno conservate con cura e non devono essere riposte in portagioielli insieme a monili con pietre dure: potrebbero infatti riportare piccoli graffi.

Per la pulizia delle perle esistono poi detergenti specifici.

Ideate per proteggerle da polvere e raggi solari, le apposite scatole in dotazione per perle sono molto più utili di quanto possano sembrare ad un primo sguardo!

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