La giada: magico portafortuna

Estrema durezza e soave lucentezza, le proprietà che fanno della giada una gemma apprezzata in tutto il mondo. Fin dai tempi antichi i Cinesi hanno attribuito a questa pietra preziosa virtù magiche e poteri taumaturgici. Scopriamo insieme perché…

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Il termine ‘giada’, che sembrerebbe evocare un favoloso mondo orientale, ha invece una chiara origine europea: “pedra de ijada”, ovvero “pietra dei fianchi”. Questa l’espressione con la quale i conquistadores della penisola iberica designarono la giada, quando videro gli Indiani messicani usare questa pietra per curare malattie renali.

La superficie lucida e perfettamente omogenea ed il multiforme cromatismo (gradazioni del verde, ma anche del blu, viola, bianco e nero) fecero poi assumere a questo materiale un significato magico.

Di qui il popolo cinese attribuì alla giada il nome ‘yu’: pietra preziosa, gemma o tesoro, in virtù delle sue speciali potenzialità curative e mediche.

Tuttora nella cultura cinese la giada è considerata una pietra magica, simbolo delle 5 virtù morali: carità (per la brillantezza del colore), equità (i suoi angoli non sono taglienti), saggezza (per la purezza del suono), rettitudine (per la traslucidità della superficie) e coraggio (la giada si spezza ma non si piega).

Da secoli la lavorazione della giada è una pratica centrale della tradizione manifatturiera cinese, tanto da essere utilizzata nella realizzazione di oggetti sacri, urne divinatorie scolpite a forma di piccoli animali (uccelli e bachi da seta) e gioielli ornamentali indossati dalle imperatrici cinesi.

La lavorazione della giada è assai complessa a causa dell’estrema durezza della pietra. Selezione dei materiali, disegno, scultura, incisione e lucidatura: queste le 5 fasi previste dal processo di modellazione della giada.

Diverso l’impiego degli ornamenti e degli oggetti d’arte in giada: figurine di Buddha, donne, bambini, anziani; sculture di fiori e animali (uccelli, cavalli, elefanti, buoi, agnelli, leoni, tigri, draghi); recipienti come incensieri e vasi.

Un gioiello di giada, oggi come ieri, è simbolo di bellezza e preziosità, ma anche un portafortuna per il suo possessore, secondo le antiche credenze cinesi e non solo!

 

Il gioiello in foto è realizzato dall’ artigiano creativo Sigismondo Capriotti (https://www.facebook.com/capriottigioielli?ref=hl).

 

 

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